Si parla sempre di economia, poco di aziende che la trainano apportando alla comunità un valore sociale. Il progetto C-DAY nasce per accompagnare le aziende nei momenti salienti della loro vita, promuovendo il loro valor sociale, ossia la ricaduta che la loro presenza ha sui territori di riferimento. Un esempio? Compleanni importanti: dieci, venti, trenta anni di attività, sono dei veri traguardi; lancio di nuove linee produttive e ampliamenti parlano di investimenti; eventi privati o pubblici.  Le aziende, portando lavoro e servizi, qualificano i territori.  Con C-DAY si organizzano eventi chiavi tesi di interesse collettivo, la cui comunicazione diventa informazione. Il risultato? MEMORABILE! C-DAY è realizzato con Relazioni Cosmiche di Arianna Ruzza. 

www. Info, www.c-day.it, c-day@c-day.it

COMUNICATO STAMPA. 

Luglio, 29, 2022. Delle imprese si parla perlopiù in rapporto alle crisi che si susseguono, quindi in termini di sofferenza, sopravvivenza, rischio chiusura. Si tende a dimenticarne così il  valore sociale e la reputazione, aspetti fondamentali in tempi oggettivamente difficili come l’attuale, con la crisi energetica che attanaglia, in cui la resilienza – voce del PNRR che segue ‘ripresa’ – è messa a dura prova. Eppure la resilienza è la capacità dell’azienda di affrontare il cambiamento in maniera costruttiva. In questo alveo nasce C-DAY, il progetto d’impresa realizzato dalla giornalista Camilla Ghedini (omonimo studio di ufficio stampa e comunicazione) e dall’imprenditrice Arianna Ruzza (Relazioni Cosmiche srl.) e basato su un principio selettivo. «Ci rivolgiamo alle aziende desiderose di fare conoscere il proprio capitale umano, relazionale, immateriale, che diventa valore sociale». Nessun supporto per agevolazioni, servizi, offerta di prestazioni o accompagnamento «per cui ci sono le realtà deputate». C-DAY punta sui contenuti e sull’analisi delle attività dei committenti che vogliono ‘umanizzare’ la loro attività attraverso eventi mirati per il lancio di nuove linee e prodotti, strategie, traguardi importanti come compleanni che testimoniano longevità. Anche qui, non catering e concerti, per esemplificare, ma eventi con un respiro collettivo, che abbiano una ricaduta sul territorio, capaci di produrre informazione e cultura. «Da un convegno su un tema di attualità a uno spettacolo teatrale, dalla presentazione di un libro alla realizzazione stessa di un libro. Le vie sono infinite». Il tutto con una metodologia che parte dallo storico per comprendere la filosofia delle singole attività. «Dallo stato dell’arte nel mercato – dettagliano Ghedini e Ruzza – al posizionamento della concorrenza, dallo studio dei clienti a quello dei prodotti. Sono step irrinunciabili». Sottovalutati nella loro essenza, secondo Ruzza e Ghedini, sono i compleanni, raramente aperti alla città ma vissuti come un momento tra vertici, dipendenti, istituzioni, cui si ‘regala’ qualche ora di divertimento e leggerezza dopo un taglio del nastro. «Possono invece diventare momenti di ulteriore crescita attraverso lo strumento della cultura. La vita di un’azienda – rimarcano Ghedini e Ruzza – è fatta di momenti memorabili spesso non vissuti anche solo per il pudore di esporsi». Di qui C-DAY, laddove C sta per comunicazione, creatività, condivisione, crescita, cambiamento, comunità, celebrità. «Noi puntiamo sul contenuto, sull’autenticità e sulla conoscenza del marketing e della comunicazione, spesso confusi quando sono invece ambiti diversi che dialogano tra loro. Come diversi sono i perimetri della comunicazione e dell’informazione, che possono essere paralleli, intrecciarsi, condizionarsi, ma mai sovrapporsi. L’informazione si basa su presupposti deontologici». C-DAY non propone prassi standard. «Ogni realtà ha un’anima -ed è quella che C-DAY mette in rilievo». Info, c-day@c-day.it

Dicono di C-DAY. Rassegna. 

Il Resto del Carlino, Eventi per promuovere le aziende, 30 luglio

Ecco C-Day, il progetto che esalta le imprese, 30 luglio

Nasce C-DAY, per raccontare il valore e la tradizione dell’impresa, 25 agosto

Nasce C-Day per umanizzare l’impresa, 30 settembre