Una buona comunicazione è quella che consente di rendere accessibile a tutti un argomento difficilmente comprensibile ai più. Il che non significa ridurne il contenuto, ma semplificarlo per raggiungere una maggiore e indifferenziata platea. Una buona comunicazione è quella che in sanità, ad esempio,  non crea equivoci tra terapia e cura, tra trattamento e guarigione. Che in politica non confonde una interpellanza con un emendamento. Che in economia non mette sullo stesso piano industria e PMI.

In tutti i campi del sapere, l’utilizzo di termini troppo tecnici rischia di allontanare invece che avvicinare, col risultato di non contribuire a veicolare una notizia. Ogni parola ha un suo preciso significato, serve usare quella adeguata. Di tutto ciò si tiene conto nell’elaborazione di progetti tesi a diffondere contenuti.

Il comunicato stampa è il mezzo con cui fare arrivare ai media una notizia, una dichiarazione, un contributo al dibattito. Spesso, per lanciare eventi o progetti,  si va oltre il comunicato organizzando conferenze stampa, in presenza o on line, in cui gli interlocutori si interfacciano direttamente con i giornalisti spiegando presupposti e obiettivi dell’iniziativa in questione. In caso di conferenze stampa, viene prima elaborato il cosiddetto materiale preparatorio e successivamente alla conferenza si procede con il  ‘post’ evento. Tre sono dunque le fasi che si susseguono.

Un buon comunicato – così come una buona conferenza – è quella in cui si evita l’auto referenzialità ma si indivuano argomenti di carattere collettivo, con adeguati focus.

Comunicati e conferenze rientrano in progetti di comunicazione che hanno specifici obiettivi, di prassi tesi ad aumentare o consolidare la reputazione e la credibilità dei committenti. Vedi Servizi.